Nuovo algoritmo Facebook, cosa cambia per le Pagine?

Il post di Mark Zuckerberg di giovedì scorso, fondatore di Facebook, inerente al cambiamento dell’algoritmo del News Feed, ha di sicuro fatto scalpore, provocando addirittura una perdita di 10 punti del titolo FB in borsa.

Si tratta di un importante cambiamento che favorirà le persone ed inciderà negativamente sulla visibilità dei contenuti pubblicati dalle “pagine aziendali“. Molte parole, ma pochi dettagli. L’annuncio di Zuckerberg è senza specifiche. In questi caso iniziamo tutti a interpretare l’annuncio in modo diverso in base ai nostri pregiudizi e alle nostre esperienze.

In questo nuovo aggiornamento, gli editori e gli operatori di marketing potrebbero ritrovarsi a ripensare alla loro strategia social o a ridimensionarla del tutto. Mark Zuckerberg ha dichiarato di voler concentrare l’attenzione alla qualità del tempo che gli utenti trascorrono su Facebook. A tale fine vuole dare spazio ai contenuti che hanno una risposta più evidente in termini di commenti e condivisioni.

Il nuovo “meccanismo” dovrebbe aiutare l’utente a trovare o visualizzare un maggior numero di contenuti pertinenti in modo da generare interazioni sociali più significative. Verrà data meno visibilità organica ai post di marchi, editori e imprese? Questo lo vedremo solo nei prossimi mesi.

Facebook è preoccupato di fornire un’esperienza negativa per il benessere di un utente. I loro studi hanno dimostrato che le interazioni genuine tra amici sono ciò che promuovono un forte benessere. A tal fine gli editori e gli esperti di marketing dovrebbero cercare di creare post che generino discussioni tra gli utenti di Facebook.

Bisogna considerare che Facebook ha dovuto affrontare nell’ultimo anno un problema molto evidente legato ai contenuti pubblicati dalle pagine Facebook: le “fake news” e l”engagement bait”. Facebook ha ricevuto numerosi reclami da parte degli utenti sulla quantità di post correlati allo spam che incentivano o promuovono il coinvolgimento attraverso i loro post. Ad esempio, i famosi sondaggi che incentivano a votare usando reazioni, commenti, tag, condividisioni. Le pagine e le aziende che utilizzano queste tattiche saranno probabilmente e giustamente le prime ad essere penalizzate.

Alcuni si chiedono se questa sia stata una mossa strategica per obbligare le imprese ad investire maggior budget in facebook advertising. La pubblicità a pagamento permette di bypassare il problema, ma bisogna stare bene attenti perchè anche i post sponsorizzati non pertinenti e non coinvolgenti per il pubblico posso essere ugualmente messi alla prova con costi pubblicitari maggiori causato da un basso tasso di interesse.

Dino Serpe
Dino Serpe
“L'uomo che sposta le montagne comincia portando via i sassi più piccoli.”